Di quando Carlo Petrini spiegava al turismo l’importanza dell’autenticità e della lentezza

PetriniDi Paola Tournour Viron

Che la buona cucina sia – perdonate il troppo facile gioco di parole – un ingrediente imprescindibile del viaggio, almeno di quello in Italia e diciamo pure nel resto dell’Europa, è un dato di fatto ormai acclarato e inconfutabile.

Eppure, che questo ingrediente venga utilizzato per aggiungere sapidità a quello che di norma si reputa un puro ‘servizio di viaggio’ non è prassi abituale. Solo molto saltuariamente – forse troppo poco per la ricchezza di proposte che il nostro Stivale sarebbe in grado di sfornare – qualcuno ci prova. La tendenza degli ultimissimi mesi va accreditata ad Eataly che con l’esclusivo Ristorante Italia, aperto a bordo di MSC Preziosa solamente alla sera e con soli 24 coperti, “offre – spiegano – il meglio della tradizione con piatti studiati da Eataly e realizzati con prodotti “Slow Food Preisidia”.
http://www.nautica.patentati.it/notizie/msc-crociere-ristoranti-eataly.html

Non contento di solcare i mari,  Oscar Farinetti –  al secolo Natale Farinetti – ha imbarcato la propria griffe anche sui convogli di Italo, neonata compagnia ferroviaria con cui spartisce un’utile assonanza di brand.
http://video.ilmessaggero.it/index.jsp?videoId=124&sectionId=21

Queste recentissime notizie mi hanno riportata a quando agli albori degli anni ’90 un’illuminata caporedattrice, vistami alle prese con una serie di comunicati di compagnie aeree impegnate a promuovere la cucina di qualità tipica dei Paesi di cui portavano la bandiera, mi invitò a sentire il parere di “un signore che ci ha inviato un comunicato interessante. Ha un’associazione che si impegna a far conoscere la cucina italiana legata alla tipicità. Magari possiamo chiedergli un parere”. L’uomo in questione era Carlo Petrini di cui all’epoca ben pochi – me inclusa –  conoscevano l’esistenza.

Non so quanto tempo e quali credenziali ci vogliano oggi per avere un colloquio telefonico con l’ideatore dell’ormai celeberrimo Movimento Slow Food, ma all’epoca fu sufficiente una sola chiamata. Dovrei rovistare negli archivi cartacei del giornale per recuperare il virgolettato preciso, ma la sostanza è che con la decisione, la chiarezza e la rapidità che meritoriamente lo contraddistinguono, Petrini mi spiegò quanto secondo lui fosse importante guardare al cibo con occhi nuovi, pensandolo come un Concentrato di Valori Profondi. Concetti che all’epoca in cui i messia della globalizzazione facevano la parte dei leoni, sembravano scoloriti e finanche patetici scampoli di passatismo.

Fermo però sulla propria linea di pensiero, Petrini sosteneva che fossero da accogliere sempre e con interesse tutte le iniziative volte ad aprire gli occhi dei turisti su queste nuove prospettive. Anche di quelli in rapido spostamento da un luogo all’altro del pianeta, a bordo di aerei, navi e treni. Era pur sempre un modo per spostare l’attenzione sull’argomento.

La storia infatti gli ha dato ragione, tanto che con Slow Food e con il supporto di Eataly, il ‘Carlin’ nazionale ha conquistato i palati e i cuori di tutti, inclusi i giovanissimi, dentro e fuori lo Stivale. Nel frattempo lo Slow è diventato una filosofia di vita, e le campagne da cui proviene il nostro nutrimento sono tornate ad essere luoghi di lavoro per le nuove generazioni.

Per noi operatori del turismo è importante ricordare che la Lentezza è anche specchio del nuovo modo di intendere il viaggio. Una modalità nuova di vivere l’esperienza turistica, in cui persino gli spostamenti ad alta velocità possono trasformarsi in brevi ma intense parentesi di piacere per il palato. E dove, come due decenni fa auspicava Petrini, il cibo viene sempre meno vissuto come una mera risposta alla fame e sempre di più come un Concentrato di Valori Profondi, legati alla terra, alla cultura e alle tradizioni dei popoli.

Breve storia di Slow Food

1986 – Si costituisce nelle Langhe (Piemonte) l’associazione Arcigola.
1988 – Primo congresso nazionale di Arcigola in provincia di Siena. Esce la prima edizione di Vini d’Italia, che diverrà la più venduta guida enologica in Italia.
1989 – Nasce all’Opéra Comique di Parigi il Movimento Internazionale Slow Food e ne viene sottoscritto il Manifesto.
1990 – Primo congresso a Venezia di Slow Food. Con la pubblicazione di Osterie d’Italia, nasce Slow Food Editore.

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