Quello che gli operatori del turismo non chiedono

Concorso-Scuola1Di Paola Tournour-Viron

In questi giorni in cui molti dei professionisti del turismo spendono fiumi di parole nei diversi spazi del web adibiti alla raccolta di suggerimenti per il nuovo responsabile del dicastero di settore, vorrei spezzare una lancia in favore di chi quello stesso dicastero sta per abbandonare. Piero Gnudi, classe 1938, è un altro degli anziani dimissionari con responsabilità istituzionali che ultimamente ha dimostrato una freschezza di idee e una lungimiranza introvabili in molte delle menti più giovani. Perché quando ha parlato di rinnovamento del settore ha finalmente insistito sull’imprescindibile ruolo delle scuole preposte alla formazione delle nuove leve.
E nel suo discorso di presentazione del Piano Strategico per lo Sviluppo del Turismo in Italia (si noti bene: il primo nel suo genere mai realizzato), non si riferiva semplicisticamente a blasonati master per aspiranti manager ma alla formazione di base, quella indispensabile a qualsiasi comparto economico degno di rispetto.
Conscio che al momento gli istituti alberghieri e per il turismo siano sconsigliati ai giovani più studiosi e consigliati invece a quelli meno volenterosi, il ministro uscente indica come azione immediata il “rilancio della percezione del settore turistico tra i giovani per attrarre i migliori talenti”. Nel documento, Gnudi rimarca la necessità di riposizionare l’immaginario di queste scuole. E spiega anche come: attraverso una campagna di informazione rivolta agli insegnanti di scuola media e attraverso l’istituzione di programmi per l’aggiornamento dei docenti degli Istituti Tecnici Superiori. Un foglio del ‘come’ asciutto e pragmatico, per conferire finalmente autorevolezza e lustro a una tipologia di scuole fino ad oggi bistrattata per pura miopia, ma che, se opportunamente riorganizzata nella qualità dei programmi di studio e nella selezione degli studenti, potrebbe rivelarsi estremamente moderna, stimolante e funzionale agli obiettivi economici del nostro Paese.
Negli elenchi delle incombenze per il nuovo ministro, mi piacerebbe quindi che si chiedesse il rispetto delle Azioni 47, 48 e 49 del Piano di Gnudi. A dimostrazione che tra gli operatori della “x generation” c’è chi guarda davvero avanti, pensando al settore non come ad una momentanea opportunità di business personale ma come a una vera e propria colonna della nostra economia, con fusto e capitello ben torniti ma anche con una base forte, che la renda una volta per tutte resistente agli attacchi del tempo.

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