Il baratto, il riciclo, il riuso un nuovo trend o una necessità?

di Melania Cammisa 

Tenere? Regalare? Gettare? Conservare? Interrogativi che negli ultimi tempi si ripetono e si sentono più di frequente. Domande che non riguardano solo la sfera personale ma si estendono anche alle imprese. Oggi è d’obbligo sostenere la “ green revolution”, che sta coinvolgendo quasi tutti i settori produttivi.

Un modo per cavalcare l’onda eco, bio, organico, verde? Un’altra trovata del marketing per vendere? Oppure, un nuovo modo di concepire lo sviluppo economico, secondo un’ottica nuova di benessere, che passa dall’etica e da una maggiore responsabilità sociale delle imprese? Può essere un obiettivo delle aziende  una produzione sostenibile?

Oggi, probabilmente si, infatti molte imprese di diversi settori merceologici  hanno recepito che non si tratta più di pura ideologia, ma opportunità di business.

Qualche dato. In base all’ultimo report di GreenItaly (2017) sono 355 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi che hanno investito nel periodo 2011-2016. in prodotti e tecnologie green. In pratica il 27,1% dell’intera imprenditoria extra-agricola. Nel 2017  209 mila aziende hanno investito sulla sostenibilità e l’efficienza, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011 (14,3%).

Incentivare il risparmio, oppure il riuso di oggetti è una buona pratica che permette di veicolare dal basso un nuovo modo di concepire lo sviluppo economico. Risparmiare energia, denaro, cose, o riutilizzare, con le dovute trasformazioni, oggetti vecchi e usati ha un significato non solo etico, ma fortemente economico, perché significa risparmiare risorse.

Sono i principi su cui si basa l’Economia Circolare. Praticamente, secondo la Ellen McArhtur Foundation: <<un modello economico concepito per essere rigenerativo nel quale i prodotti sono disegnati, concepiti e progettati a monte per essere di lunga durata e facilmente riutilizzabili, rigenerati e rifabbricati ed in ultima istanza riciclati>>

Qualche esempio? Si pensi alla lotta allo spreco alimentare dello chef più conosciuto al mondo Massimo Bottura, che insieme alla moglie ha dato vita  in tutto il mondo alla rete dei Refettori francescani, “mense per poveri”. I Refettori recuperano tonnellate di eccedenze alimentari destinati e li trasformano in pasti completi, nutrienti e salutari insieme a staff di cucina e volontari.

Massimo Bottura sostiene che : «Un cuoco come me invece di usare la sua popolarità per guadagnare di più, deve sfruttare la sua immagine per creare qualcosa di diverso».

Ellen McArhtur FoundationSenza dubbio un nuovo paradigma che può aiutare a  ripensare e  correggere il concetto di sviluppo della economia cosiddetta lineare.

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