Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo. La mostra diffusa sul territorio.

Dal 9 marzo al  9 settembre 2018 a Torino,  “Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo” è la mostra che assembla presente e passato, contemporaneo e antichità. Una riflessione sull’importanza del patrimonio culturale e sulla sua conservazione.
Un progetto insolito che coinvolge tre musei torinesi il Museo Egizio, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, i Musei Reali.  Una nuova sfida che si basa sulla collaborazione tra enti diversi, con l’obiettivo di creare nuove sinergie  per ridurre i costi e sulla voglia di rinnovare e ampliare i concetti classici di museo, mostra patrimonio.
La mostra, curata da Irene Calderoni, Stefano de Martino, Paolo Del Vesco, Christian Greco, Enrica Pagella, Elisa Panero, analizza tre temi principali: distruzione- saccheggio, potere delle immagini, musei.  E si basa sulla capacità che ha l’arte di generare nuovi discorsi, con un duplice obiettivo:
– informare e mostrare al pubblico il risultato delle recenti e violente distruzioni che hanno travolto il patrimonio artistico e culturale di molti Paesi;
. sensibilizzare i visitatori, perché solo attraverso la conoscenza dei beni culturali si può giungere a un’attenta tutela del patrimonio, eredità e memoria da tramandare e proteggere.
Con “Anche le statue muoiono” il Museo Egizio si apre per la prima volta all’arte contemporanea ospitando, nella sala mostre dedicata a Khaled al-Asaad, ucciso dall’Isis, nel tentativo di difendere il sito archeologico di Palmira di cui era direttore da oltre 30 anni, nove artisti contemporanei che dialogano, attraverso le loro opere – installazioni, video, fotografie – con reperti millenari. Il percorso inizia con un suggestivo incontro tra sguardi: quelli dei nove volti fotografati da Mimmo Jodice e quelli spezzati dei governatori di Qau el-Kebir (1900 – 1850 a.C).
Spiega la presidente del museo, Evelina Christillin: “La mostra ‘Anche le statue muoiono’ è la concreta dimostrazione di come la sinergia tra enti culturali sia in grado di produrre un importante risultato: una mostra diffusa sul territorio cittadino, presente in tre diverse sedi espositive e riconosciuta tra le iniziative legate all’Anno Europeo del Patrimonio. Per il Museo Egizio l’inaugurazione di questa mostra rappresenta, inoltre, un segnale di apertura verso altri linguaggi artistici, in questo caso quelli dell’arte contemporanea, a testimonianza di un approccio che vuole questo Museo disponibile a ogni tipo di dialogo. Siamo molto grati a Intesa Sanpaolo per il sostegno dato alla mostra e al convegno internazionale di maggio. Ringrazio anche Consulta Torino che ha scelto di esserci a fianco in questo progetto e in altri che seguiranno”.
Alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo si indaga, invece, sui temi del museo, dell’archeologia, del colonialismo, dell’identità nazionale e delle relazioni tra culture. Al centro della mostra, le sedici teche museali di Kader Attia, vuote e con i vetri infranti, invitano lo spettatore a riflettere sui diversi modi in cui i reperti museali sono stati oltraggiati. Due reperti provenienti dalle collezioni del Museo Egizio mostrano i segni della violenza di cui sono state vittime nel lontano passato.
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – ha detto la Presidente, Patrizia Sandretto Re Rebaudengofavorisce da sempre la collaborazione tra istituzioni, partecipando attivamente al sistema dell’arte e della cultura torinese. “Anche le statue muoiono” è il risultato di un progetto scientifico condiviso dai curatori di quattro diverse istituzioni della nostra città. Insieme, attraverso il dialogo, hanno avvicinato i loro linguaggi, consegnandoci una mostra profonda e riflessiva. Sono particolarmente fiera del ruolo che le opere d’arte contemporanea svolgono nell’itinerario espositivo, portando all’attenzione del pubblico temi di stringente attualità, secondo una prospettiva inedita, aperta agli interrogativi della storia, ai rapporti complessi fra le culture, alla questione cruciale della trasmissione della memoria e della conservazione e protezione del patrimonio”.
Infine i Musei Reali propongono una riflessione con l’esposizione di reperti archeologici e opere d’arte: dai rilievi assiri, all’arte cipriota e romana fino alla pittura di Rogier van der Weyden.
La Direttrice Enrica Pagella ha quindi sottolineato: “I Musei Reali riflettono sul ruolo controverso del museo nel tempo, quale luogo di tutela e conservazione al servizio della società, ma anche teatro di decontestualizzazione e appropriazione. Un ruolo che, dalla Convenzione di Faro, va necessariamente rimesso in discussione. La sezione della mostra ospitata dai Musei Reali crea un dialogo trasversale con le tematiche trattate nelle altre sedi, aprendosi anche al linguaggio dell’arte contemporanea in un gioco di rimando tra passato e presente, con uno sguardo rivolto al futuro”.

ANCHE LE STATUE MUOIONO
Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo

9 marzo – 9 settembre 2018
Sedi espositive:
Museo Egizio
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (chiude il 29 maggio 2018)
Musei Reali (nel Salone delle Guardie Svizzere chiude il 3 giugno 2018)

 

 

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