Un’etichetta dedicata al sostegno dei restauri

di Giorgio dell’Orefice – Imprese & Territori Il Sole24ore  

Il legame col territorio delle cantine italiane è di certo nei loro vini, nel mix tra terroir e vitigni utilizzati, ma anche nelle ricadute che la presenza delle aziende produce sulle loro aree di appartenenza. Ricadute sia in termini di lavoro e indotto, sia culturali, con iniziative a favore del recupero del patrimonio artistico italiano sempre più diffuse.

Tra i primi a credere nel connubio tra vino e arte è stata Elisabetta Gnudi Angelini, titolare delle aziende Caparzo e Altesino a Montalcino, Borgo Scopeto nel Chianti Classico (con il celebre Relais immortalato in film e spot) e Doga delle Clavule in Maremma. Aziende che lo scorso anno hanno prodotto 1,8 milioni di bottiglie e registrato un giro d’affari di 12 milioni di euro, realizzato per il 70% all’estero. Gnudi Angelini da 12 anni collabora con l’associazione Civita, e in particolare con il direttore marketing Dario Zerboni, sul progetto Vino Civitas: un’etichetta dedicata e una serie limitata di vini delle sue aziende (un Brunello, un Sangiovese Igt e un Bianco Igt da uve Vermentino) in difesa del patrimonio artistico italiano. Le bottiglie sono cedute sottocosto all’associazione, che grazie alla differenza col prezzo finale praticato ai soci, riesce ogni anno a finanziare un intervento di restauro.

 «Sono un’archeologa mancata: sarà forse questo che mi spinge a intervenire in favore delle opere d’arte dei nostri territori», spiega Gnudi Angelini. Gli oltre 150mila euro “prodotti” dal Vino Civitas hanno finanziato 12 progetti di restauro scelti con l’associazione, che hanno riguardato, fra gli altri, la Madonna delle Grazie del Perugino, la Madonna col Bambino di Gentile da Fabriano, il San Girolamo penitente del Romanino e 23 urne funerarie etrusche. Di rilievo anche gli interventi a favore delle aree terremotate. È stato dato sostegno ai lavori su due opere: la Nascita della Vergine e il Transito della Vergine di Giacinto Brandi, restituite all’Aquila dopo il terremoto del 2009. «Lo scorso anno, con la vendita di circa seimila bottiglie della linea dedicata, abbiamo raccolto 15mila euro per sostenere il restauro della Chiesa di San Francesco ad Amatrice», aggiunge Gnudi Angelini.

Al di là di questo progetto, l’imprenditrice ha sostenuto il recupero di altri luoghi storici, come Borgo Scopeto, salvato dalla rovina. «Oltre a tutto il borgo, sono stati riportati allo splendore originario due beni artistici come il Marzocco (statua di un leone su una colonna) del Cinquecento, simbolo dell’occupazione di Siena da parte di Firenze, e l’ultimo roccolo toscano: un labirinto di querce e lecci nani che i nobili del Settecento usavano per la caccia agli uccelli», conclude Gnudi Angelini.

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