Sulla MAGNA VIA, meno male che ‘si passia’… si passeggia

di Renato Collodoro

PASSO DOPO PASSO da Palermo ad Agrigento, sul solco dei pellegrini che fin dal medioevo percorrevano le vie francigene per raggiungere i luoghi sacri, capita raramente che gli indigeni ti augurino un formale e istituzionalizzato BUON CAMMINO, come succede andando a Santiago di Compostela e su tanti altri cammini nati, o rinati sulla sua scia.
Sulla MAGNA VIA, i siciliani ti augurano semplicemente e genuinamente BUONA PASSEGGIATA, BUON PASSEGGIO o BUON DIVERTIMENTO, senza dargli particolari connotati e significati, perché se ti puoi permettere di camminare per diletto possono immaginare che stai passeggiando e ti stai pure divertendo. E loro gioiscono orgogliosi per la pensata che hai avuto di andare a passeggio proprio nella loro TERRA, cercando di ricambiarti se non altro con un sorriso, quando non ti invitano direttamente a casa loro per rifocillarti o, passando per la campagna, non ti mettono in mano ciò che hanno appena raccolto a secondo della stagione.
Sulla MAGNA VIA, fin dalla prima tappa, capisci subito che il mangiare non è sostentamento e tantomeno calcolo di calorie, ma una continua esperienza sensoriale che tende a dare assuefazione, rischiando di farti diventare ‘ricottadipendente’ in tutte le sue declinazioni: cannolo, cassata, cassatelle, minne di sant’Agata, ravioli, liscia (come antipasto, insieme a olive, caponata, pomodori secchi, ecc.), nella pasta… salata per la Norma, e mi fermo qui perché mentre scrivo non riesco più a contenere l’acquolina che mi sta riempiendo la bocca; capisci che il mangiare è il racconto di una Storia millenaria, segnata dal passaggio di innumerevoli Civiltà; capisci che è il modo in cui il siciliano vuole lasciarti un segno attraverso cui difficilmente lo dimenticherai, e lo fa con coinvolgente passione, come se ti desse parte di sé.
Sulla MAGNA VIA non trovi efficienti servizi di informazione turistica, ma capita che informazioni, opuscoli e altro materiale te li dia il custode di un piccolo cimitero sul passaggio, dopo averti invitato a fare una sosta per riempire le borracce e utilizzare i servizi igienici; per sapere notizie sui luoghi, non ci sono guide turistiche professionali, ma volontari dell’Associazione Cammini Francigeni di Sicilia che ti vengono a prendere dove soggiorni per portarti a spasso per il paese raccontandoti storie e aneddoti… quando non lo fa direttamente il sindaco del paese – come è successo a noi -, dopo esserci venuto incontro per metterci il timbro sulle credenziali direttamente sui tavoli del bar dove ci eravamo fermati per rinfrescarci; un altro sindaco, invece, ci è venuto a salutare alla ripartenza e a offrirci un caffè, mentre quello di un altro paese è sceso in piazza per fare una foto insieme. Per il timbro sulle credenziali non devi andare da nessuna parte, lo ricevi quando incontri qualcuno che ne ha uno a disposizione, fosse anche quello dell’ufficio postale, per lasciarti la sua ‘impronta’.
Sulla MAGNA VIA, un divano stile simil-barocco abbandonato sul ciglio di una trazzera in mezzo alla campagna, può essere giustamente e banalmente considerato ‘munnizza’, frutto di una raccolta differenziata maldestramente ‘indifferenziata’; oppure può essere interpretato come un estemporaneo set fotografico per farsi immortalare in posa da pellegrino d’antan, o addirittura immaginare che sia stato posto lì dall’associazione per il comfort di chi ‘passeggia’.
Sulla MAGNA VIA i cani liberi, comunemente denominati randagi, fanno da staffetta accompagnando i pellegrini da un paese all’altro con la speranza di ricevere acqua, cibo o semplicemente una carezza.
Sulla MAGNA VIA, arrivi che sai già tutto della Sicilia: per i libri che hai letto, per i film che hai visto, per le fiction che subisci sul divano di casa, per i resoconti dei vacanzieri – consumatori di luoghi comuni già consumati -, aspettandoti di trovare consolatorie conferme.
Se però sei bravo a PREPARARE LO ZAINO, portandoti solo lo stretto necessario e lasciando a casa tutto il superfluo, compreso quello che non ci sta nello zaino ma ci sta comodamente nella testa, può succedere di non sapere e non capire più nulla della Sicilia, ma forse di capire qualcosa di più della Vita.

E così, una bella passeggiata può diventare un autentico CAMMINO, con l’augurio che sia BUONO per tutti.

 

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